Da Pamplona a Saint-Jean-Pied-de-Port (la fine dell’inizio del cammino di Santiago)

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Pamplona una città costruita  intorno alle mura, con una storia medioevale ma con un architettura tipicamente basca che la differenzia da tutto il resto della Spagna.  Le Tapas ovvero gli aperitivi, stuzzichini, qui spopolano nelle piazze gremite di gente dove giovani e vecchi si uniscono in uno strato sociale ben amalgamato ed allegro che ti trasporta tra le vicoli ricoperti dal pavè e con case colorate in modo sgargiante ed unico. Qui tra le tante chiese c’è la cattedrale di san Firmino e durante il mese di luglio, ricorre la festa del santo patrono,  dove si vive una settimana di festa caratteristica ed unica . I tori, animali aggressivi che arrivano a pesare anche più di trecento chilogrammi vengono liberati nel centro storico provocando un fuggi, fuggi generale. Passata anche la citta di Pamplona, molto determinato nel finire anche il cammino di Santiago francese, mi tocca un ultimo sforzo attraversare i Pirenei ma dal lato meno impegnativo quello di Saint Jean Pied de Port.  A causa di un interruzione stradale ed una mia distrazione mi sono perso, o meglio  ho allungato di 15 km prima di arrivare a destinazione…… ma si km in più o km in meno ne avevo già fatti più di 2000 e me ne mancavano ancora 500. Ci sarebbe ancora da scrivere molto per descrivere i paesaggi dei Pirenei ma questa è per me una prova in quanto  non ho mai scritto un blog e devo ancora imparare a capire come funziona Word  Press.

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Burgos e la sua imponente cattedrale.

Quando arrivai a Burgos notai subito con piacere che avrei potuto appoggiarmi all’ albergue  municipal, struttura gestita da volontari che ospita i pellegrini ad un prezzo irrisorio, 5 Euro. Entrando nel gigantesco atrio, una rastrelliera  per poter parcheggiare almeno 15 biciclette al riparo dalle intemperie. Nei quattro piani promiscui per uomini e donne, camerate da 20 persone con all’  interno il proprio bagno ed uno spazio con  un tavolo per poter far conoscenza con le altre persone provenienti da tutto il mondo , ma principalmente europei. Ogni singolo letto aveva a fianco una presa elettrica per poter ricaricare il proprio telefono, ma il consiglio che mi preme più di tutti darvi è di portare con se i tappi per le orecchie. Incredibile, in tutti i dormitori ho sempre diviso la stanza con qualcuno che russava pesantemente!!!! Un incubo, alcune volte ho dovuto lanciare cuscini addosso alle persone per calmare il volume del sospiro nasale tanto che sembrava segassero una pianta.

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In direzione Lugo e Ponferrada.

Lasciare Santiago de Compostela  è stata dura, anche perché i genitori di Jaun e Manuel , che incontrai per puro caso, mi riconobbero dalle foto prese insieme ai figli.  Aspettai il loro arrivo nel piazzale della cattedrale insieme ai genitori,  perché  l’ultima parte del sentiero è  molto impegnativa e montagnosa e richiede più tempo. Quando arrivarono, già  all’ imbrunire, fu una festa!!! Foto, abbracci,  sembrava avessero raggiunto un impresa secolare, però fu dopo che celebrammo al tavolo, bevendo e mangiando, il tutto offerto da loro. Grazie ! La zona di  Ponferrada è la più montuosa di tutto il cammino francese, ma come ben si sa, anche le più soddisfacente. Fu qui che incontrai  l’ unica pioggia durante tutti i miei 40 giorni di viaggio, tra l’altro neanche fastidiosa ma rinfrescante. L’unico dettaglio sono stati i guanti che indossai molto volentieri, ma per il resto bellissimi  paesaggi di colore verde intenso. Insomma una figata…… io la bici e la natura. Un altro bellissimo ricordo fu quello di percorrere il cammino in senso contrario permettendomi di guardare le centinaia di pellegrini negl’ occhi.

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Arrivo a Santiago de Compostela.

Una parola per descrivere il tutto : EMOZIONANTE, si perché quando ci si approccia verso l’obbiettivo da raggiunge, in questo caso Santiago de Compostela si percepisce un certo entusiasmo nei volti delle persone. Infatti gli ultimi 100 km sono stati veramente suggestivi. Tutti che salutano augurando buon camino, centinaia di albergue de peregrinos ristoranti con menu per i pellegrini, tutto molto ben organizzato. Era un pomeriggio soleggiato con una piacevole temperatura entrai nella parte storica di Santiago con la pelle d’oca!! Quando raggiunsi la piazza della cattedrale mi scese  una lacrima dall’emozione anche se alla mia destinazione finale mancavano più di 1000 km. Sul piazzale ricordo ancora in modo nitido ragazzi che si abbracciavano, gente che piangeva dalla gioia, ognuno con la propria storia, ognuno fiero di aver portato a termine un avventura, uno sforzo fisico impegnativo, ma soprattutto aver aperto la propria anima alla spiritualità concetto  base di questa esperienza che consiglio vivamente a tutti anche se in questi giorni inflazionata da l’ innumerevole quantità di persone.

Piazzale della Cattedrale di Santiago

Sulle strade del cammino di Santiago Portoghese.

Mai solo, centinaia e centinaia di cosiddetti  ” Pellegrini “, gente che camminava da giorni e settimane, alcuni con zaini di dimensioni gigantesche, tutti con un unico obbiettivo : arrivare a Santiago de Compostela. Oltre agli innumerevoli camminatori ho avuto modo di conoscere altrettanti cicloturisti come me ed in  particolare Oscar e Juan due ragazzi provenienti dalla città di Vigo alla loro prima esperienza di viaggi in bicicletta. Certamente per me è stato difficile poter passare per  tutti i sentieri del cammino, talvolta gli ostacoli come gradini e salite ripide mi costringevano a tornare indietro sulla strada principale che costeggiava il cammino, proprio perché il mio carico di 25 kg non mi permetteva di muovermi agilmente, ma loro più di una volta mi aiutarono a sollevare la pesantissima Surly Estrella per poter stare in compagnia. Oscar e Juan sono stati due ottimi compagni di avventura, quando arrivammo  nella loro città mi cercarono un albergo economico e passammo una bellissima serata in un tipico ristorante Gallego assaporando piatti come polipo e calamari accompagnato da buon vino locale. E’ stato interessante l’arrivo a Baiona, città dove Cristoforo Colombo rientrò dopo la scoperta dell’ America, con monumento e targa in  ricordo alla sua memoria.

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Oscar
Juan

Porto una città da ritornarci.

Tipica, autentica, unica, caratteristica, Porto è una citta da visitare. I motivi sono molteplici, ma il mio era sicuramente quello di poter incontrare la mia compagna di avventure in bicicletta, e non solo,  Patricia. Appena entrato in città si respirava un atmosfera di festa : RED BULL sponsorizzava una manifestazione di aerei monoposto acrobatici, uno spettacolo da lasciare a bocca aperta, evoluzioni estreme, passaggi al limite della sicurezza tra ponti ed ostacoli artificiali montati lungo il fiume Duero,  sulle cui sponde si riversavano migliaia di spettatori con la testa rivolta al cielo e talvolta la bocca aperta. In questo caso l’utilizzo della bicicletta  è risultato estremamente importante per poter visitare tutti gli angoli di una città a traffico ridotto a causa della manifestazione cosi importante.

Porto
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Porto
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Da Lisbona a Figueira da Foz

Il Portogallo è stato decisamente il paese più interessante durante questi 40 giorni, soprattutto per i prezzi molto economici e la qualità del cibo. In questi 5 anni di cicloviaggi ,  penso di non avere mai speso così poco per pranzare. Come ben si sa , anche in Portogallo come in Italia , dove si fermano i camionisti generalmente si mangia bene e si spende poco. Una mattina vidi moltissimi camion parcheggiati su un piazzale e curioso, mi fermai. Vidi un enorme salone che poteva contenere anche 150 persone e con un languorino che cominciava a farsi sentire decisi di fermarmi a mangiare. Incredibile zuppa di verdura, gustosa e salutare come antipasto e poi a seguire un vassoio di merluzzo con verdure che poteva tranquillamente sfamare 2 persone accompagnato da mezzo litro di vino rosso da tavola, il tutto per 5 Euro!!!! Chiesi alla cameriera se si era sbagliata e mi disse no c’è anche il caffe incluso, non ci potevo credere….e la qualità, ottima! In portogallo si vive bene, è il posto dove ho incontrato più stranieri in assoluto, molti percepiscono una pensione minima che gli consente di vivere dignitosamente, perciò molti nord europei ed americani vivono in Portogallo dove una birra seduto al bar può costare da 1,10 a 1,30 euro ed un caffe espresso di ottima qualità 60 centesimi….vedete un po voi. Figueria da Foz  non è una località attraente, poiché l’influenza delle correnti atlantiche fa si che l’umidita crei una sorta di nebbiolina che talvolta avvolge per intere giornate la spiaggia rendendola grigia e desolata. Il lato positivo di questo luogo  è il grande spazio delle spiagge attraversate da interminabili  piste ciclabili che sono parte del cammino di Santiago de Compostela portoghese. Un ultima considerazione è la cultura di questo paese ed anche la lingua portoghese, legata alle grandi conquiste navali che hanno portato questa gente a  conquistare e scoprire il mondo.

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Spiagge di Figueira da Foz

 

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