Da Teotihuacan fino alla splendida Oaxaca

Quando dovevamo lasciare la città di Guanajuato, io e Patricia sapendo di dover passare in prossimità della caotica e trafficata  città del Messico abbiamo deciso di evitare il grande e pericoloso traffico di camion ed automobili, usufruendo di un trasporto delle nostre biciclette su uno dei tanti comodi autobus che attraversano il paese. In effetti la nostra è stata una scelta molto astuta che ci ha permesso di vedere molti più luoghi  turistici ed interessanti piuttosto che le piatte campagne che portano verso il distretto Federal del Messico. Una delle rovine storiche più importanti del paese è la antica Teotihucan che appartiene al periodo storico 200 d.c della civilta’ appunto Teotihuacan che all’epoca aveva relazioni con le civiltà dei Maya e Zapoteca. L’aneddoto più simpatico che ci capitò in questo luogo fu l’incontro di un giovane ragazzo di nome Emanuel che trovandosi sul nostro autobus ci propose di piazzare la tenda nel giardino di famiglia potendo cosi usufruire di un bagno ,una doccia ed anche internet. Contentissimi accettammo l’invito, e cosi incontrammo tutti i componenti della famiglia, il fratello, la mamma Margarita molto cordiale, ed il papà che conoscemmo solo l’ultimo giorno perché impegnato nel lavoro.

Ci volle un intera giornata per poter visitare tutti i siti archeologici e nonostante l’affluenza di molti turisti la grande estensione di queste rovine, chiamate Piramid del sol e Piramid de la Luna, ci permetteva di passeggiare sotto un caldo sole e una magnifica luce in tranquillità.

Vista dalla piramide del sol
Vista dalla piramide della Luna
Il centro delle rovine archeologiche
ciao
vista dall’alto della piramide della luna

Passate due intere giornate al sito archeologico riprendemmo la strada in direzione  Atlixco,  un colorato paesino a ridosso del vulcano Popocatepete, famoso per la coltivazione di fiori in particolare il fiore chiamato noche buena. Arrivati nel tardo pomeriggio ci accorgemmo di essere capitati in un luogo stra affollato di turisti messicani. Giostre con luna park , tantissimi bancarelle che servivano cibo tradizionale e purtroppo tutti gli alberghi  risultarono prenotati. Alchè ci venne l’idea, vedendo un mezzo dei bomberos parcheggiato al lato strada, di chiedere se eventualmente c’era la possibilità di campeggiare in un luogo sicuro. Fortunatamente , anche grazie alla ricorrenza di una festa danzante in costumi tipici, ci proposero di alloggiare all’interno dell’università di Atlixco offrendoci cena e colazione gratis…WOW che culo. I bomberos (vigili del fuoco) ci diedero un passaggio caricando le biciclette sul loro pick up per cosi attraversare il traffico cittadino sovraffollato di pedoni che pellegrinavano lungo le vie del centro cittadino. Quando arrivammo in università , tutto era già allestito per accogliere centinaia di persone, per lo più giovani che arrivavano con autobus in comitive di 40 /50 persona alla volta. Ci diedero un materasso e delle coperte e dormimmo all’interno di un aula. La mattina successiva il risveglio fu premiato da una vista incredibile sul vulcano ed una generosa colazione.

Vulcano Popocatepete
Praticamente ancora addormentato con faccia stropicciata ma felice di poter vedere il riflesso del sole sulla punta del vulcano

Era una domenica mattina del periodo dell’immacolata e qui in Messico per tradizione si festeggia la vergine di Guadalupe, precisamente il 12 dicembre, sparando petardi e razzi dal giorno alla notte. Quindi  pedalando per i vari paesini di campagna, incontrammo parecchie processioni con statue dei santi portati in giro e seguiti da centinaia di persone. Ricordo che mentre percorrevamo la strada per Tehuitzingo incontrammo una staffetta di giovani che correvano per circa 200 metri a testa, trasportando una torci infuocata che dava da staffetta ad un altra persona che a sua volta scendeva da un furgone pieno di ragazzi tutti schiacciati l’uno sull’altro pronti a darsi il cambio per coprire questo lungo percorso di più di 300km che portava la torcia da un quartiere di città del Messico fino alla provincia di Oaxaca.

pedalando verso Oaxaca
Bellissimi sali e scendi  con altitudini tra 1800 m5 e 2200 mt
Vista sulla valle di Huajanpam de Leon

Per arrivare a Oaxaca il dislivello è stato di oltre 3000 mt impegnandoci  quotidianamente a pedalare per un minimo di 6 ore coprendo una distanza dai 60 ai 70 km . Purtroppo il mio telefono che uso per scattare le foto e comunicare con whats up è morto. La batteria non mi permette più di accenderlo forse dovuto alla tantissima umidità presa dormendo in tenda all’aria aperta, però per due anni ha funzionato bene… Ora mi trovo in Oaxaca da sei giorni aspettando, con i tempi messicani, di ricevere una nuova batteria del telefono. Qui abbiamo trovato un accogliente Hostal con una terrazza attrezzata con cucina e due pensionati canadesi che trascorrono l’inverno lontano dal freddo. Il clima di Oaxaca è splendido tanto che alla sera ci vuole una maglia per coprirsi ed anche la mattina presto il fresco ci permette di fare belle dormite e riposare le gambe. Qui si produce Mezcal ,un distillato artigianale di Agave, un cactus o meglio una pianta grassa di forma simile alla nostra Aloe che viene offerto e degustato ovunque tanto da essere il simbolo della tradizione di Oaxaca perché a differenza della Tequila, che viene prodotta un po’ ovunque in Messico, il Mezcal artigianale appartiene a questa zona di origine e può essere solo prodotto nella provincia di Oaxaca. Una famosa marca è Oro di Montalban che prende il nome dal monte Montalban , così chiamato dai conquistatori ispanici , perché ricoperto da piante con fiori di colore bianco e quindi denominato monte albino che nel tempo è diventato Monte Alban, culla della civiltà zapoteca, molto fiorente e ricca probabilmente la più antica insediatasi in questa zona a ridosso delle montagne.

2 risposte a “Da Teotihuacan fino alla splendida Oaxaca”

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